Elena Ferrero @nina_e.lena // Co-Founder Atelier Riforma @atelier_riforma

Elena Ferrero @nina_e.lena // Co-Founder Atelier Riforma @atelier_riforma

BIO

Sono Elena Ferrero e ho 29 anni e provengo da una famiglia di contadini in un piccolo paese di campagna: il loro più grande insegnamento che porto con me è il valore del lavoro, dell’impegno e dell’onestà di ciò che si intraprende. La mia formazione è di base scientifica, in particolare nel campo sanitario, nutrizionale e delle scienze degli alimenti. Mi piace dire, però, che le mia formazione è interdisciplinare, perché - data la mia forte curiosità per campi del sapere differenti - ho seguito negli anni universitari diversi percorsi formativi in parallelo, tra cui la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi e il programma Talenti per l'Impresa. Attualmente sono completamente immersa nel campo dell'innovazione sociale e dell'imprenditoria a impatto: nel 2020 ho co-fondato due startup innovative, una nell'ambito dell’economia circolare applicata al settore moda (Atelier Riforma) e l’altra nel campo della nutrizione personalizzata. Sono fortemente interessata alla sostenibilità, alla comunicazione scientifica e alle tematiche sociali... e vorrei che fossero al centro del mio lavoro!


Raccontaci di te, personalmente, del tuo percorso e della tua start up

Il progetto di Atelier Riforma è nato ad inizio 2019 all’interno del percorso formativo “Talenti per l’impresa” della Fondazione CRT, nel quale ho conosciuto la mia attuale socia Sara Secondo, con la quale è nata l'idea. L’obiettivo del nostro progetto è ridurre l’impatto ambientale del settore della moda favorendo la sua transizione verso un modello più circolare. Io e Sara non proveniamo dal mondo della moda e siamo partire da zero, mosse dall’intento di creare qualcosa di impatto positivo per la società e per l’ambiente. Abbiamo iniziato con il raccogliere vestiti usati e affidarli a una rete di sarti e designer affinché ne rimuovessero i difetti e li rendessero nuovamente indossabili. Obiettivo: far in modo che nessun vestito si trasformi in un rifiuto, ma che al contrario sia usato al più a lungo possibile. Atelier Riforma è poi ufficialmente diventata una startup innovativa a vocazione sociale nel maggio 2020. Non ci siamo lasciate scoraggiare dal periodo complicato legato alla pandemia: giorno dopo giorno abbiamo creato una rete di più di 25 realtà sartoriali, diffusa in tutta Italia, dato nuova vita a più di 800 capi d’abbigliamento e reso la filiera più trasparente. Tra queste realtà ci sono anche diverse sartorie sociali, che promuovono l’inclusione lavorativa di persone svantaggiate come migranti, ex-detenute e donne vittime di violenza. 
Dal 2021 abbiamo dato una svolta tecnologica alla nostra startup, per riuscire ad applicare questo nostro modello circolare a una più ampia scala e avere quindi un impatto positivo ancora più grande. La valorizzazione dei rifiuti tessili come risorsa è infatti ad oggi ancora molto difficoltosa, tant’è che la maggior parte di essi finisce in discarica. Abbiamo così ideato Re4Circular, uno strumento tecnologico che aiuta gli stakeholder della filiera dei vestiti usati a indirizzare ogni capo verso la migliore forma di recupero (es. riuso, riciclo, upcycling, ecc). Ciò è ottenuto attraverso una piattaforma marketplace digitale, che fa incontrare domanda e offerta all’ingrosso di indumenti usati e a una tecnologia di Intelligenza Artificiale per estrarre tutti i dati utili dall’immagine del rifiuto. Si tratta di uno strumento assolutamente innovativo ed è per questo che stiamo brevettando l'intero processo. 

Quale impatto la tua start up pensi stia avendo su altre donne intorno a te?

Continuiamo a domandarci il perché, ma Atelier Riforma riceve da sempre una grande attenzione mediatica. E questo ha il grosso vantaggio di permetterci di far conoscere il nostro progetto a tantissime persone, tra cui tante donne e ragazze. E la cosa che ci piace di più è vedere come la nostra piccola avventura può essere una grande ispirazione e spinta, per molte di esse, a intraprendere un proprio progetto personale, che sia imprenditoriale o meno.

Dalla tua incredibile esperienza qual è stata la più grande ricompensa e la più grande sfida nell'essere CEO?

Iniziamo dalla sfida: l'essere partita da zero, senza alcun supporto economico iniziale, gettandomi in un'attività per giunta molto innovativa, quindi con la grande incertezza di non riuscire.

Ricompensa: rendermi conto di aver imparato moltissime cose, soprattutto dalle difficoltà.

Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto da un mentor?

"Riposati!"

Ho il grosso problema di essere, come si suol dire, "work-aholic". Spesso non mi rendo conto di quanto tempo dedico ai progetti che mi appassionano e purtroppo rischio spesso di togliere tempo al riposo, allo svago e agli affetti... insomma le cose che ci mettono di buon umore!

Non bisognerebbe mai mettere da parte il proprio benessere psico-fisico per il lavoro. Se si è riposati e felici, si ottengono ancora più risultati.

Quando ti sei sentita maggiormente "empowered" nel corso della tua carriera?

Ogni qual volta ho potuto scegliere che cosa fare. Avere di fronte a sé delle scelte, diverse possibilità da valutare e intraprendere, credo sia una delle condizioni più "empowering" che esistano.

Da MyChalom pensiamo che ogni badass woman abbia dovuto compiere un passo decisivo per arrivare dove si trova ora. Chiamiamo questo momento "TBS", The Big Step. Qual è stato il tuo?

Era il 2019, stavo facendo un master in un'azienda molto importante come scienziata alimentare e mi arriva la notizia di aver anche vinto un concorso per un posto a tempo indeterminato in ospedale, come dietista. Insomma, la cosa che sognavo di fare fino a poco tempo prima. 

Ma in quel periodo avevo anche appena iniziato la mia avventura con Atelier Riforma (che all'epoca era poco più che un hobby da portare avanti nel - poco - tempo libero). 

Dopo lungo ragionare, presi la decisione di rifiutare il posto in ospedale, finire il master e dedicarmi ad Atelier Riforma al 100%. 

Non era assolutamente la cosa più razionale da fare, ma sentivo che quello era il momento dell' "ora o mai più".

E' stata una decisione difficilissima da prendere e non nego che più volte nel corso di questi anni mi sono domandata se fosse stata la scelta giusta. Ad oggi sono felice di rispondermi di sì!

I tuoi 3 articoli preferiti di MyChalom Fall/Winter 2022

Scelgo quelle più basse e comode, per me, perché sono alta come una giraffa e sono sempre di corsa! 😁 Quindi: Charlotte, Susanne e Fortune. 

Per concludere, il tuo motto da badass woman 

Pensa da scienziata, agisci da attivista, crea come un'artigiana.  

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